Chi Siamo

L'Associazione Culturale Majores Ballistrarii Asisii nasce nel 2000 con lo scopo di operare per la tutela e la promozione della cultura e dell'arte valorizzando l'aspetto antropologico delle memorie popolari, quale rigoroso custode degli usi e costumi delle secolari tradizioni nelle armi e nelle arti delle genti del territorio Assisiate in relazione al periodo Medievale.

Oltre a difendere le tradizioni originali delle manifestazioni di tiro con la balestra antica all'italiana è impegnata nell'attività di ricerca e di pubblicazione di documenti riguardanti la storia dei Balestrieri in Assisi che trova massima espressione nella rievocazione del Palio di Pasqua Rosata che si svolge nel mese di giugno di ogni anno nel rispetto delle antiche ed autentiche tradizioni testimoniate da un manoscritto giacente presso l'archivio storico del Comune di Assisi e risalente al 1539.

L'associazione è animata da circa 30 validi balestrieri, eccellenti tamburini e variegati animatori del corteo, in cui il fuoco della passione è alimentato dall’ attaccamento alla città, al territorio e alle tradizioni delle nostre antiche genti.
E’ certo che la poesia più bella è quella che sorge dal documento riportato alla luce non solo a conferma dell’avvenimento ma a resuscitare l’eco di una voce che si credeva perduta per sempre,
(Statuti, L.I, rub. 220) A Fortini .Vita nova 3
Era stabilito che “in palazzo” (palazzo comunale) dovevano esservi sempre due balestre grosse con un telaio e venti balestre più piccole , segnate con bollo di ferro , “cum quadrellis necessariis et opportunis ad sagittandum” , targoni e pavesi (pavesibus) , da distribuire in tempo di tumulto ai cittadini fidati . Queste balestre dovevano essere chiuse a chiave nel luogo dove si riponevano ”vexilla dicti Comunis” e la chiave doveva essere tenuta in consegna da uno dei Priori designato fra gli stessi. Si precisava (L.I,rub.375) che i contrassegni dovevano essere posti soltanto “in palatio novo comunis”. Queste balestre dovevano avere impressa “in renibus” l’arma del Comune “leonis et crucis”.
Oltre il vessillo di combattimento ,che veniva conservato con le balestre nel forziere del Comune , vi era un altro vessillo di colore nero , chiamato “del guasto ” , il quale veniva tratto fuori e spiegato nelle cavalcate che si proponevano , più che di combattere , di devastare e saccheggiare terre e paesi.
Onde esercitare i cittadini al tiro , si costumava ogni anno nel giorno di Pentecoste (Pasqua rosata), di fare una gara sulla cima del “colle “. I vincitori erano premiati con balestre e targoni (Arch. com.,a.1469, Riform., H17,f 189). Questa usanza fu sostituita , nei tempi recenti , dal tiro al gallo con il fucile , che aveva luogo anche esso sul colle , il giorno di Pasqua rosa .
I volumi delle Riformanze , le cronache degli storici sono piene di aneddoti che stanno a dimostrare l’importanza che ebbe la balestra nel periodo medievale ad Assisi : terribile arma da offesa e da difesa come ci ricordano gli antichi documenti, ma abbiamo visto che è stata anche un forte motivo di aggregazione nei momenti di feste particolarmente importanti come la Pasqua , e la festa del Santo Patrono .
Questo è lo spirito che noi vogliamo cogliere di quel tormentato ed appassionante periodo ,la particolarità ,la specificità del Palio di Pasqua Rosata , momento di pace e rispettosa considerazione fra opposte fazioni , Parte de Sopra e Parte de Sotto.
Malinconiche fila di carte scolorite nelle stanze degli archivi cittadini non sono per noi un’arida cronaca di nomi e di numeri ma rievocazione di un dramma cinque volte secolare di questa città, ardentissima sempre nella sua passione fino al parossismo .
La stessa passione spinge i Majores nell’anno 2000 a riprendere questa tradizione le cui fonti si perdono nel tempo e che la tormentata vita della nostra città ci ha tramandato alternandola a lunghi silenzi, dando così seguito a quel ingiallito libro manoscritto del 1532 , ritrovato negli archivi del Comune, il quale riporta la cronaca e le norme di vari anni del Palio di Pasqua Rosata.

 
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