Tamburini
Quando le tradizioni affondano le loro radici nella storia gloriosa dei propri avi, il loro spirito si trasmette inconsciamente nel nostro bagaglio ormonale e culturale fin dalla nascita.
Questo è ciò che avviene per tutti i ragazzi di Assisi, dove fare il tamburino non è mai un giuoco, ma una esigenza misteriosa che sgorga dall’ anima.
1383 , 15 dicembre
Ogni tanto le brigate degli armigeri dovevano correre a questo o quel castello per apprestare la difesa contro le bande dei predoni mercenari. Così avvenne alla metà di dicembre, quando arrivò la notizia che cento cavalli e cento fanti minacciavano di far cavalcata contro il palazzo che il Gonfaloniere possedeva nel contado e contro Santa Maria degli Angeli passando per Valfabbrica. Si recarono in questo castello con una grossa mano di fanti due nobili cittadini di Porta San Francesco, Nicolò di Ser Andrea dei Fiumi e Lippo della Costa, ritenuti fra i più audaci e valorosi.
E questa marcia rimase famosa, nonostante che non si trovasse ombra di nemico in tutta la strada, per la resistenza di cui diede prova il tamburino della compagnia, per nome Angelo, che non cessò mai di battere il tempo sul suo strumento, dalle porte di Assisi al castello e viceversa, ed ebbe perciò un premio dai Signori Priori, 5 soldi e 2 denari Lucchesi.
(Rif.Vol.V,1383, 15 Dicembre).
L’informatore avverte da valfabbrica i Priori di Assisi di aver saputo che quella truppa “cras vel postcras equitatura est ad palatium domini Guilleelmi vel ad ecclesiam Sancte Marie Angelorum . Et finaliter suadet quod dictus dominus G. mictat ad Vallemfabricam Niccolaum Ser Andree et Lippum de Costa et aliquos pedites usque in XXX vel plures ad offenderum dictam gentem si transiret per partes illas . Item quos solvit Anglo de Assisio tamburino qui ivit pulsando usque ad portam civitatis quum brigata ivit ad castrum Vallisfabrice pro labore, V sold. et II den. L.c.”
Il gruppo è composto da circa venti giovani rigorosamente di Assisi, al comando del Maestro di Tamburo Vallesi Andrea.
